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Hashtags, tags, labels. 3 reasons why you should map your content EN/IT

The web has changed the way we interact with content, which is both what we write and what we read. We no longer write for a passive audience but rather for an amplified and articulated target hungry for information. That’s why news should be easy to understand, short, shareable and linked to an identified hashtag that enables us to retrieve the piece of information and helps expand our content reach

Hashtag, tag, etichette. 3 motivi per mappare i tuoi contenuti

Il web ha cambiato la maniera di interfacciarci ai contenuti, sia quelli che scriviamo che quelli che leggiamo. Non si scrive più per un target passivo, ma scriviamo per un target amplificato e articolato desideroso di informazioni. E proprio per questo motivo la notizia deve essere facilmente comprensibile, breve, condivisibile e dovrà corrispondere ad un hashtag identificato attraverso il quale recuperare l’informazione e inserirci in una ricerca allargata

Therefore, style and content change. The mere description is replaced by clear texts illustrating opportunities and advantages. An articulated piece of information often requires constant precautions in order not to lose track of it. That’s why we use hashtags, labels and tags that can immediately define the boundaries of such information, let us join specific thematic discussions and support our need to build both a listening and a network of relationships

Cambiano quindi stile e contenuti. La mera descrizione si estingue lasciando il posto a testi chiari che illustrano opportunità e vantaggi. Spesso un’informazione articolata necessita di accorgimenti costanti per non perderne le tracce. Ed ecco che entrano in gioco gli hashtags, etichette, tags che possono circoscrivere immediatamente l’informazione, farci entrare in discussioni tematiche specifiche e supportarci nell’esigenza di creare un ascolto e una rete di relazioni

The hashtag, i.e. a word preceded by a hash mark that allows readers to follow specific topics, was introduced on Twitter in 2007, and in 2009 it became a hyperlink. Because of their success and usefulness, Facebook, too, introduced hashtags in 2012. Nowadays, all social networks use them and they’ve become aggregation tools

L’hashtag, ovvero la parola preceduta dal cancelletto che permette ai lettori si seguire particolari temi, venne introdotta per la prima volta su Twitter nel 2007 e dal 2009 divenne un collegamento ipertestuale. Sulla scia del suo successo e della sua utilità l’hashtag venne introdotto anche da Facebook nel 2012. Oggi tutti i social ne fanno uso tanto da essere diventati strumenti di aggregazione

But why mapping content with hashtags, tags and labels?

  1. They facilitate the user’s research. We must remember that the web is an infinite non-place where the most diverse content fluctuates while waiting to be read by someone. Thanks to effective information mapping, we can restrict the group of users we want to target and be the news recipient.
  2. They allow us to join a specific conversation, so we can create new relationships and networks by connecting with other nodes we are interested in. This tool precisely enables us to track similar content and engage a user we wouldn’t have been able to reach with our good text alone.
  3. They allow us to create statistics about the quality of our work, thus establishing whether our content is interesting. Monitoring competitors and their visibility in terms of users and likes allows us to understand current or upcoming trends, so that we can adjust our work and the way it is presented.

Ma perché mappare i contenuti con hashtags, tags ed etichette?

  1. Agevolano il lavoro dell’utente nella ricerca. Dobbiamo ricordarci che il web è un non luogo infinito dove i contenuti più disparati fluttuano nell’attesa di essere letti da qualcuno. Grazie ad una adeguata mappatura delle informazioni possiamo quindi restringere il campo degli utenti ai quali vogliamo riferirci, ma sopratutto a cui siamo interessati che arrivi la notizia
  2. Permettono di inserirci all’interno di una conversazione specifica e creare in questo modo nuovi rapporti, nuove reti collegandoci ad altri nodi di nostro interesse. Con questo strumento è infatti possibile tracciare anche gli altri contenuti similari e coinvolgere un utente al quale non saremo arrivati solo con il nostro buon testo
  3. Permettono di creare statistiche sulla qualità del nostro lavoro e quindi stabilire se i contenuti sono interessanti. Monitorizzare competitor e verificare la loro visibilità in termini di utenti e likes ci permette di capire qual’è il trend del momento o verso il quale ci si sta dirigendo, permettendoci di modificare il nostro lavoro e la sua maniera di essere presentato

Therefore, hashtags become the element through which we can access a flow and retrieve information from it; this enables that activity of critical processing to constantly improve ourselves by following the flows of the new communication 2.0: the web.

L’hashtag diventa quindi l’elemento attraverso il quale inserirsi in un flusso  e recuperare informazioni da questo, ciò permette quell’attività di elaborazione critica per migliorarci costantemente seguendo i flussi della nuova comunicazione 2.0: il web