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Dalla progettazione alla comunicazione per l’architettura: la storia di thus


Dalla progettazione di spazi commerciali alla comunicazione per l’architettura: la storia di Mara Pasquini e di come nasce thus, agenzia specializzata in comunicazione, ufficio stampa e content strategy per studi di architettura e aziende del settore.


Non sono passata dall’architettura alla comunicazione. Ci sono sempre stata.

Solo che ci ho messo un po’ a capirlo.

Mi chiamo Mara Pasquini. Sono architetto, designer industriale, ex editor in chief, ex organizzatrice di eventi, ex di molte cose che in realtà non ho mai smesso di fare davvero.

Mi sono formata a Firenze, e se ti sei formato lì, l’architettura non è solo una disciplina. È un modo di guardare il mondo. La misura delle cose. Il rapporto tra spazio e persona. Quella roba ti entra dentro e non esce più.

Ogni pezzo del percorso che hai davanti sembrava separato. Non lo era. Il filo era sempre lo stesso, e alla fine ha trovato un nome: thus,: agenzia di comunicazione per l’architettura.

Ma partiamo dall’inizio.


Retail, contract e spazi di esperienza: quando il progetto è già comunicazione


Ho aperto il mio studio con altre due ragazze. Giovani, determinate, con le idee chiare. Ci siamo specializzate nel retail e nel contract, un settore esigente, veloce, che non ti perdona se non funziona. Il giudizio è immediato: le persone entrano o non entrano, si fermano o vanno via.


Negozi, hotel, spa e fiere: progettare per chi non c’è ancora entrato

Lavorare su negozi, hotel, centri benessere e stand fieristici mi ha insegnato qualcosa che vale più di qualsiasi corso di marketing: prima si capisce l’esperienza, poi si progetta lo spazio. Prima si capisce cosa deve sentire chi entra, poi si sceglie il materiale, la luce, il layout.

In una fiera, il progetto durava giorni. Ma la storia che doveva raccontare era quella del brand, il prodotto, i suoi valori, il motivo per cui qualcuno avrebbe dovuto fermarsi proprio lì e non allo stand accanto. Ogni scelta progettuale era in realtà una scelta comunicativa.

Non lo chiamavo comunicazione. Ma era esattamente quello.


Le esperienze internazionali: Egitto, Arabia Saudita, Brasile

Questa specializzazione mi ha portata lontano, letteralmente. Ho lavorato in Egitto, in Arabia Saudita, in Brasile. Contesti culturali diversissimi, aspettative diverse, clienti con storie e mercati completamente differenti.

Ma la domanda di fondo era sempre la stessa: come racconto qualcosa che vale attraverso uno spazio? Come faccio sentire a qualcuno il valore di un luogo prima ancora che lo abbia vissuto?

Quella domanda, portata in giro per il mondo, mi ha formata più di qualsiasi master.


Scrivere di architettura quando la conosci dall’interno

La curiosità non mi ha mai lasciata stare ferma dentro i confini di una sola disciplina. L’architettura mi interessava, ma mi interessavano anche le persone che la facevano, le loro storie, le loro visioni, il modo in cui il loro lavoro si intrecciava con il mondo.

E poi c’era una cosa che mi faceva impazzire: vedere progetti bellissimi raccontati male. O peggio, non raccontati affatto. Progetti che avevano dentro anni di lavoro, scelte difficili, visioni coraggiose, e che restavano invisibili perché nessuno aveva trovato le parole giuste per farli esistere anche fuori dal cantiere.


Dal giornalismo all’editor in chief: dare voce ai progetti

Ho iniziato a scrivere per riviste di architettura. Prima come giornalista freelance, poi come editor, fino a diventare editor in chief di una rivista online dedicata all’architettura e al design.

Scrivere di architettura quando la conosci dall’interno è una cosa diversa. Sai cosa c’è dietro una scelta progettuale. Sai cosa ha significato per un professionista arrivare a quel risultato. Sai leggere un progetto non solo come oggetto estetico ma come processo, come fatica, come visione.

Quella esperienza mi ha dato una conferma che portavo dentro da tempo: raccontare bene l’architettura è un mestiere a sé. Che non basta amare l’architettura per saperla comunicare. Che ci vuole una vicinanza vera, vissuta, fatta di cantieri e brief e clienti difficili.


Gli eventi per il settore: costruire comunità intorno all’architettura

Nel frattempo ho fondato uno spazio eventi a Firenze dedicato alla comunicazione del prodotto per il settore dell’architettura. Un luogo fisico dove le idee potevano circolare, dove i professionisti potevano parlarsi, dove il progetto diventava racconto.

Ho capito che il mondo dell’architettura è una comunità, spesso chiusa in se stessa, spesso poco capace di raccontarsi verso l’esterno. E che quella comunità aveva bisogno di spazi in cui incontrarsi e di voci capaci di amplificarla.

Anche questo era comunicazione. Forse la più potente.


Il filo rosso: dare voce a chi progetta un mondo migliore

Architetta. Designer industriale. Giornalista. Editor in chief. Organizzatrice di eventi. Esperienze in tre continenti.

Cose apparentemente diverse, unite da un solo filo: la convinzione che il progetto, ogni progetto che vale la pena di essere fatto, valga la pena di essere raccontato. Con la stessa cura, la stessa precisione, la stessa attenzione con cui è stato pensato.

La mia missione, oggi come allora, è dare voce a chi attraverso il proprio lavoro ci mostra un mondo migliore. A chi progetta spazi, oggetti, esperienze che — anche quando sono piccoli, anche quando sembrano marginali, ispirano, muovono, cambiano qualcosa in chi li incontra.


Cos’è thus: comunicazione per l’architettura a 360 gradi


Da tutto questo nasce thus. Un’agenzia di comunicazione per il mondo dell’architettura, ma quando dico comunicazione intendo qualcosa di preciso, non generico.


Press kit, ufficio stampa e content strategy per studi di architettura

thus si occupa di costruire la voce di studi di architettura, progettisti e aziende del settore. Press kit che raccontano davvero un progetto, non solo lo descrivono. Testi per siti web che non suonano come tutti gli altri. Contenuti per i social che hanno una visione, non solo una frequenza di pubblicazione. Ufficio stampa per chi vuole che il proprio lavoro arrivi alle riviste giuste, alle persone giuste.

Una comunicazione a 360 gradi , ma fatta da dentro, non da fuori.


Perché la comunicazione per l’architettura è una nicchia

Comunicare l’architettura è una nicchia. E come tutte le nicchie, si capisce davvero solo se ci sei stata dentro. Se sai cosa vuol dire consegnare un progetto, gestire un cliente, difendere una scelta progettuale. Se hai vissuto una fiera, un cantiere, una redazione di settore.

Chi non ha questa esperienza diretta può comunque fare comunicazione, ma racconta qualcosa di diverso. Racconta l’architettura da fuori. E si sente.


Come promuovere uno studio di architettura: da dove iniziare

La prima domanda che facciamo sempre a chi ci contatta è: cosa vuoi che le persone capiscano di te, prima ancora di vedere i tuoi progetti?

Perché la comunicazione per uno studio di architettura non inizia dai social, non inizia dal sito web, non inizia dalle foto. Inizia dalla storia — quella vera, quella che ha dentro le scelte difficili, le visioni coraggiose, il motivo per cui fai questo lavoro e non un altro.

Da lì si costruisce tutto il resto.


Il tuo progetto merita di essere raccontato

Se hai uno studio di architettura, sei un progettista o lavori in un’azienda del settore e senti che la tua comunicazione non ti rappresenta abbastanza, o semplicemente non sai da dove iniziare, scrivici.

Non per venderti qualcosa. Per capire insieme se posso aiutarti.

Parliamone.

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