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Gianluca Giordano

Fotografia e Modernismo italiano. L’architettura Olivetti

Date: Marzo 17, 2021
City / State: Ivrea / Italy

“Se l’architettura è arte e, in quanto tale, l’opera architettonica è un’opera d’arte, allora la prima cosa da fare è individuare il valore del monumento e stabilire se possieda o meno una qualità artistica, che nel caso dell’architettura olivettiana era evidente”, spiega Gianluca Giordano.

Una città industriale a misura d’uomo, dove gli stabilimenti produttivi si mescolano agli edifici residenziali e ai servizi sociali per i lavoratori e le loro famiglie. È Ivrea, città indissolubilmente legata ad Adriano Olivetti, l’industriale che con le sue politiche innovative e la collaborazione con grandi nomi dell’architettura, tra il 1930 e il 1960, ha lasciato un segno davvero unico nel tessuto urbano eporediese. Un luogo il cui fascino ha conquistato il fotografo di architettura Gianluca Giordano già nel 2013, quando ha avviato il suo progetto di ricerca su Ivrea; vi ha lavorato fino al 2015, quando alcune sue fotografie sono state scelte per accompagnare il dossier ufficiale di candidatura “Ivrea, città industriale del XX secolo” presentato all’UNESCO.

Il progetto fotografico ha recentemente visto la pubblicazione nel catalogo della mostra “OLIVETTI@TOSCANA.IT TERRITORIO, COMUNITÀ, ARCHITETTURA nella Toscana di Olivetti”, dedicata ai protagonisti e alle architetture che hanno segnato la storia della Olivetti in Toscana, organizzata dall’Università di Pisa presso il Museo della Grafica della città nel 2019. Ma per comprendere meglio questo successo occorre fare qualche passo indietro e conoscere l’origine di queste immagini che, dalla loro pubblicazione nel dossier ufficiale di Ivrea, sono diventate icone di una realtà italiana in cui la bellezza si fonde con la funzione sociale dell’architettura.

L’area in questione riguarda principalmente via Jervis, che comprende anche le officine ICO (acronimo di Ingegner Camillo Olivetti, fondatore dell’azienda) progettate dagli architetti Luigi Figini e Gino Pollini. Senza dimenticare l’iconico edificio residenziale integrato nella collina, dal nome evocativo di “Talponia”, progettato da Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia d’Isola con Luciano Re (1969-71), e il Palazzo Uffici (1959-1963) di Annibale Fiocchi, Marcello Nizzoli e Gian Antonio Bernasconi, a cui si aggiunge negli anni Ottanta il Nuovo Palazzo Uffici di Gino Valle. In sostanza, una rassegna del Modernismo italiano concentrata in una piacevole passeggiata. Tuttavia, ciò che vediamo nelle fotografie di Gianluca Giordano non sono semplici scatti di edifici, ma il risultato di un lavoro meticoloso radicato nella storia professionale dell’autore.

Nato in Piemonte nel 1978, si è diplomato in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED di Como. Fin da subito ha collaborato alla conservazione di beni storico-artistici tutelati. Dopo alcuni anni di insegnamento, è tornato alla sua passione, la fotografia: un ambito che gli permette di unire la formazione artistica alla profonda conoscenza dei materiali e delle tecniche pittoriche acquisita durante gli studi, dando vita a una visione personale dell’architettura.

Fin dalla prima delle sue numerose visite a Ivrea, questa combinazione fa sì che Gianluca Giordano non ceda alla tentazione del reportage fotografico tout court né della documentazione architettonica tipica delle riviste di settore. Non ha alcuna intenzione di emulare i grandi maestri della fotografia italiana, i cui scatti di Ivrea hanno fatto la storia. L’approccio di Giordano è dettato dallo stesso desiderio di bellezza che aveva ispirato Olivetti nel perseguire il suo progetto urbanistico-architettonico per Ivrea. Già nel 2013 quella bellezza stava invecchiando, spesso male, non tanto per l’incuria degli utenti quanto per la cronica mancanza di fondi per la manutenzione e la conservazione di questo “museo a cielo aperto” dell’architettura modernista italiana. È un problema comune a molte realtà italiane, dove piccoli e grandi gioielli architettonici, soprattutto quelli del Novecento, rischiano un inevitabile degrado nell’indifferenza generale. Una perdita per la storia locale, ma anche un’occasione mancata, perché il grande potenziale di questi tesori architettonici continua a essere sottovalutato anche dopo il loro recupero.

Osservando le fotografie di Giordano, vediamo edifici di grande dignità, quasi senza tempo. Ogni scatto contiene una scelta prospettica che addolcisce la nostra percezione ed esalta la dignità del soggetto ritratto.

L’autore ottiene fotografie di grande impatto anche grazie alle tecniche di postproduzione sviluppate a partire dal suo primo mestiere, il restauro conservativo, con cui ha riportato pazientemente in vita affreschi seicenteschi, frammento dopo frammento, come nel caso dell’affresco di Luca Cambiaso a Villa Imperiale di Genova. Anche nelle fotografie di Ivrea ripulisce meticolosamente ogni immagine, rimuovendo con delicatezza i segni dell’usura quotidiana e delle intemperie, e ci permette di cogliere l’essenza della straordinaria bellezza che sta dietro l’idea di una comunità urbana a misura d’uomo.

Questa creatività si manifesta sia nei dettagli colti sia nei colori delle immagini: intensi, richiamano i tanti prodotti Olivetti, dalla macchina da scrivere Valentine alle telescriventi, come si chiamavano i primi fax, tutti entrati, in un modo o nell’altro, a far parte del design internazionale e del nostro immaginario culturale.

L’iniziativa personale di Gianluca Giordano ha così dato vita a un racconto visivo che fonde sapientemente la storia di Ivrea con il presente, il reportage con il restauro. Possiamo immergerci in una realtà socio-culturale unica come quella di Ivrea, giustamente inserita nel 2018 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come “città industriale del XX secolo”.

Le immagini del progetto fotografico di Giordano nascono dalla sua passione per il Novecento, che trasmette magistralmente grazie al suo tocco artistico di restauratore e fotografo. Ci aiutano a riscoprire un esperimento urbano di straordinaria attualità, in un mondo che torna a considerare la dimensione umana e sostenibile del nostro contesto come un valore aggiunto. (Testo di Christiane Bürklein)

Gianluca Giordano

Gianluca Giordano è un fotografo di architettura diplomato in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED di Como. Negli anni ha collaborato alla conservazione di beni culturali tutelati in Italia. Dopo alcuni anni di insegnamento, è tornato alla sua passione, la fotografia, in cui unisce la formazione artistica a una profonda conoscenza dei materiali e delle tecniche pittoriche, dando vita a una nuova visione dell’architettura.

Dal 2012 collabora con riviste di architettura nazionali e internazionali e con gallerie pubbliche e private di arte moderna e contemporanea. Una selezione di quello che è nato come progetto fotografico personale, “OLIVETTI. IMMAGINI DI UNA STORIA INDUSTRIALE”, dedicato alla città di Ivrea, è stata pubblicata sia nel dossier ufficiale di candidatura “Ivrea, città industriale del XX secolo” presentato all’UNESCO (Ivrea è oggi il 54° sito UNESCO in Italia), sia dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGAAP) del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT).

Nel 2018 l’ADI – Associazione per il Disegno Industriale di Milano ha inserito il progetto nel catalogo ADI Design Index 2018: “Olivetti. Immagini di una storia industriale”, mostra itinerante selezionata nella categoria Ricerca teorica, storica, critica e progetti editoriali. Nel dicembre 2018 il progetto ha ottenuto un ulteriore riconoscimento da Regione Lombardia, tra i prodotti e progetti selezionati da ADI Design Index – Eccellenze Lombarde. Nel 2020 “Olivetti. Immagini di una storia industriale” è stato pubblicato nel catalogo del XXVI Compasso d’Oro.

I progetti fotografici di Gianluca Giordano sono stati esposti accanto a quelli di grandi nomi della fotografia italiana in sedi prestigiose come il Palazzo Reale di Genova, il Museo della Grafica di Pisa (Palazzo Lanfranchi), Palazzo del Michelerio ad Asti e Palazzo Lomellino a Genova, solo per citarne alcune.

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Olivetti Architecture

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Housing

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Size: 6000  ×  3784 300dpi 12,8MB

Restaurant

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Size: 5000  ×  7500 300dpi 12,1MB

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Size: 3500  ×  5250 300dpi 13,2MB

former joinery

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Size: 7000  ×  4312 300dpi 10,9MB

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Size: 6000  ×  3936 300dpi 13,1MB

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Size: 3500 × 5250 300dpi 12,5MB

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Size: 4000  ×  6000 300dpi 12,2MB

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Size: 7000  ×  4636 300dpi 10,2MB

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Size: 7000 × 5160 300dpi 10,7MB

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Size: 6000  ×  7801 300dpi 13,2MB

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Size: 5728  ×  2864 300dpi 12,9MB

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Size: 5408  ×  2800 300dpi 7,1MB

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Size: 8000  ×  3627 300dpi 11,9MB

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Size: 6000  ×  7801 300dpi 13,2MB

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Portrait Gianluca Giordano

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